«Se sarò Sindaco, voglio che la famiglia sia messa al centro del Comune, il cui bilancio, purtroppo, sarà massacrato dalla crisi delle AIM. Questa è l’eredità avvelenata di una vecchia politica, che la Sartori intende riproporre e che io rifiuto. L’ho dimostrato sulla vicenda degli apparentamenti. La mia sfidante ha mostrato agli elettori solo la prima facciata degli accordi stretti con l’Udc e Cicero, nascondendo tutto il resto, cioè le intese per la spartizione e di posti e posticini. Io non ho sottoscritto alcun accordo di questo tipo. Mi presento ai cittadini completamente libero e indipendente. Ma ringrazio quelle liste, come la Sinistra l’Arcobaleno, Vicenza Libera - No Dal Molin, Vicenza al Centro, Liga Veneta Repubblica, PNE e No privilegi politici, che hanno spontaneamente invitato i loro elettori a votarmi domenica e lunedì. Oltre naturalmente all’Italia dei Valori – Lista di Pietro e al Partito Socialista, che già erano entrati nella lista Variati Sindaco».
«Da cattolico – spiega Achille – ho forte il rispetto per il valore della vita. E penso che un sindaco, per la promozione e la difesa della vita, debba soprattutto garantire servizi. Nel corso della mia campagna elettorale ho incontrato molte persone. Non mi sono nascosto dietro una foto. Da vicentino ho parlato con altri vicentini. E ho capito che nel campo dei servizi alla famiglia c’è moltissimo da fare. Io ribadisco le mie proposte: una rete di micronidi, almeno 30, per aumentare il numero dei posti disponibili e ridurre i costi del servizio; un servizio di babysitteraggio, per dare la possibilità alle giovani madri di affidare i propri bambini ad una struttura affidabile, quando hanno impegni per un numero limitato di ore; spazio alla sussidiarietà orizzontale nel mondo delle materne, perché le scuole materne private costano al Comune dieci volte meno di quelle pubbliche. E riguardo agli anziani, il prossimo Sindaco dovrà spendersi per dotare Vicenza di una struttura di assistenza specialistica per i malati di Alzheimer. E per rilanciare davvero l’assistenza a domicilio, che oggi grava interamente sulle spalle di famiglie abbandonate a se stesse».
Massimo Cacciari ha espresso il suo apprezzamento per la battaglia di Achille. «In tempi in cui altri si sono dedicati a procurarsi una candidatura in Parlamento, Achille ha scelto di impegnarsi per la sua città. Achille Variati incarna al meglio il concetto cattolico di laicità. E le sue proposte sulla sicurezza e sui servizi per la famiglia sono la vera risposta alle domande poste dall’elettorato vicentino, incluso quello di forze come l’Udc e la Lega. C’è un filo rosso che unisce le proposte di Achille sul sociale e sulla sicurezza, che implicano non il cinico soffiare sul fuoco delle paure della gente ma maggiori investimenti da parte del Comune, con la sua battaglia per un vero federalismo fiscale, che premi la responsabilità dei comuni».