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Il nostro sogno per Vicenza

Leggi il testo integrale del discorso di fine campagna di Achille


Il nostro sogno per Vicenza


Discorso di Achille Variati, 25 aprile 2008, piazza dei Signori



Cari amici, care amiche, questa sera siamo di nuovo qui, in piazza. Ed è bello essere in piazza, nel cuore della nostra Vicenza. La piazza è il centro di una comunità. È dove ci si trova, quasi spontaneamente, per esultare o per piangere, per una grande gioia o per un grande dolore.


Da qualche anno avevamo quasi abbandonato il rapporto con la piazza, l'avevamo quasi dimenticata. Ma in queste settimane, siamo tornati a occupare e a vivere le nostre piazze. A portare le nostre bandiere, e le nostre idee, nel cuore della città e tra i cittadini. E dopo settimane in cui ho parlato in ogni quartiere, in cui ho visitato decine di associazioni e di gruppi, in cui ho incontrato migliaia di vicentini, dopo settimane in cui ho raccontato la mia, la nostra idea di città, e i progetti per ridare un futuro a Vicenza, stasera voglio chiudere questa campagna elettorale parlando di ideali.


E di sogni. Perché la politica è animata da ideali, e quindi è anche sogno. Certo, ci sono le mille cose che i cittadini chiedono, che mi hanno chiesto in queste settimane, le mille cose concrete da mettere a posto. Mettere a posto Vicenza: è la missione che un sindaco si deve dare, perché la nostra città non è a posto. Dopo dieci anni di cattiva politica, sono terribilmente tante le cose da rimettere a posto. I marciapiedi, la sicurezza, un'aria irrespirabile, i troppi anziani lasciati soli, le famiglie senza aiuto, i giovani costretti a cercare altrove le opportunità che qui non hanno.

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