Il vento è cambiato: Achille è sindaco di Vicenza
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"Alla mia città"
Lettera pubblicata dal Giornale di Vicenza il 29 aprile
Cari concittadini, care concittadine,
è un’emozione straordinaria scrivervi queste prime parole come sindaco della nostra città. E voglio ripeterlo: la nostra città, di tutti noi vicentini, non di una parte o di un’altra. Di coloro che mi hanno votato, che ringrazio con affetto, e di quanti hanno votato la mia sfidante, Lia Sartori, alla quale voglio ripetere qui quanto le ho già detto di persona: sia lei che io abbiamo condotto una campagna corretta, piena di passione ma mai violenta, una campagna giocata sulle idee. E questa è una bella notizia, in un tempo in cui sembra troppo spesso che a dover prevalere sia l’odio tra le parti.
E scrivo queste mie righe soprattutto a coloro che non mi hanno votato, perché è con voi, cari concittadini, che da oggi ho il mio debito più grande. Dimostrarvi, nelle parole ma soprattutto nei fatti, che saprò essere il sindaco di tutti, non di una parte ma di una intera città. Una città che ha bisogno, io credo, di essere unita, dopo troppe divisioni e troppe asprezze vissute negli ultimi anni.
Mi è stato assegnato il compito più difficile, e l’onore più alto, a cui un vicentino possa aspirare. Il mio impegno, lo stesso che ho annunciato, scritto e ripetuto in queste settimane, sarà uno: essere realmente un sindaco. C’è una bella espressione che definisce il sindaco: “primo cittadino”. E cioè un cittadino tra i cittadini, un cittadino che si prende cura della sua città perché la conosce in ogni sua strada. Un cittadino che sa occuparsi di ogni problema, perché conosce e vive ogni problema, nella vita di ogni di ogni giorno.
E questa nostra città ha, io credo, bisogno di essere messa a posto.
Penso ai marciapiede che sono una trappola per i nostri anziani. Penso alle famiglie che hanno bisogno di aiuto, che lottano con dignità per arrivare alla fine del mese. Penso ai giovani che non trovano qui le opportunità per costruire il proprio futuro. Penso ai bambini, che meritano una città a loro misura – anche se non votano. Penso a ferite che hanno lacerato profondamente la nostra comunità, ferite che come sindaco cercherò di curare. Penso a tutti noi, che chiediamo alla politica una cosa semplice eppure oggi così rara: piantarla con le risse e con le spartizioni. Tornare a occuparsi delle necessità vere di tutti i cittadini.
Ma penso anche a un tema che ho toccato spesso in campagna elettorale, e che voglio ripetere. Ieri magari era, per qualcuno di voi, solo lo slogan di un candidato. Oggi ve lo presento come la promessa di un sindaco: mai più spartizioni di potere, mai più poltrone date a chi non le merita ma ha solo in tasca una tessera di partito, mai più arroganza padronale nella gestione della cosa pubblica. La cosa pubblica si chiama così per una ragione: perché è di tutti noi. Non appartiene a un partito o a uno schieramento politico. Non appartiene neppure a un sindaco.
Lo dico anche perché conosco i limiti di un sindaco che diventa ostaggio dei partiti. Quando sono stato sindaco ero molto giovane, ed erano anni molto difficili. Quelli, tra il 1990 e il 1995, in cui Tangentopoli travolse l’Italia. Non fu così per Vicenza. Ma ricordo quanto era difficile provare a governare tra i compromessi.
Ecco, io non mi sono ricandidato per far rivivere quella stessa logica. E mi sono appellato non a uno schieramento politico o a ideologie che hanno fatto il loro tempo, ma a tutti i cittadini, “a tutti gli uomini liberi e forti”. E oggi che sono sindaco, questa è la promessa: il municipio sarà un palazzo trasparente. E tutti i cittadini che avranno qualcosa da dire al sindaco, la potranno dire. E il sindaco li saprà ascoltare.
C’è una bellissima frase di un grande sindaco di una grande città, New York. Quel sindaco si chiamava Fiorello La Guardia, era un italo-americano. E una volta disse una cosa semplice e insieme importante: “Quando un passero muore a Central Park, io mi sento responsabile”.
Ecco, è con questo pensiero che mi sono candidato. Ed è con questa idea che oggi divento sindaco di tutti voi.
Achille Variati
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