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Chi sono

... e perchè mi sono candidato sindaco

Sono Achille Variati e sono candidato a sindaco di Vicenza nelle elezioni amministrative del 13 e 14 aprile.

Se vuoi conoscere la mia storia politica, ti suggerisco di farlo raccogliendo informazioni da fonti indipendenti. Ad esempio Wikipedia, la grande enciclopedia online, che mi dedica una delle sue voci (leggi la voce di Wikipedia su Achille Variati). 
Puoi seguire la mia campagna elettorale attraverso fotografie e video, sui miei canali su Flickr e YouTube.
Se invece vuoi sapere qualcosa di più sulla mia persona, e stabilire con me un contatto diretto grazie alle potenzialità di Internet (ancora poco espresse in Italia) puoi cercarmi su Facebook. Puoi accedere al mio profilo e diventare mio amico. Ti basterà registrarti (la registrazione è obbligatoria, ma gratuita. L'operazione è in inglese, ma è semplice).


Qui, vorrei semplicemente raccontarti perché ho deciso di candidarmi a sindaco di Vicenza. Vicenza è la città in cui sono nato, il 19 gennaio 1953. E' la città in cui sono cresciuto e dove, dopo la laurea in matematica, ho lavorato come funzionario di banca. E' la città di cui sono diventato sindaco a 37 anni, nel 1990. Attualmente sono il capogruppo del Partito Democratico nel consiglio regionale del Veneto. Sono diventato consigliere regionale, per la prima volta, nel 1995.


Sabato 23 febbraio 2008, con un discorso pubblico alla città, ho annunciato la decisione di candidarmi a sindaco. Per la mia campagna ho scelto uno slogan: "Ritorna il futuro". L'ho pensando a quello che è diventata Vicenza in questi anni: una città in cui i parchi e gli spazi verdi non sono luoghi dello svago ma del degrado; una città in cui i giovani cercano sempre più spesso altrove opportunità per il loro progetto di vita; una città che ha perso quel senso di sicurezza che è alla base della vita serena di una comunità; una città tra le più inquinate d'Italia. Ecco, io credo che Vicenza debba tornare a respirare futuro.


Penso che alla nostra città, in questi anni, sia mancato sopratutto un Sindaco. Posso dirlo perché so che un Sindaco può fare molto per la sua città. Degli anni in cui sono stato sindaco conservo ancora oggi alcuni ricordi indelebili: la storica visita di Giovanni Paolo II (la prima di un Pontefice nella nostra città); l'Adunata nazionale degli Alpini, con 300 mila penne nere che invadono gioiosamente la città, e una riuscitissima organizzazione che smentì tanti profeti di sventure. Ricordo la giunta di trentenni, che anticipò l'esperienza dell'Ulivo, aprendo l'amministrazione cittadina alla sinistra riformista. E ricordo l'esperienza di un'amministrazione che chiude il proprio mandato di cinque anni pieni, in piena Tangentopoli, senza essere macchiata dagli scandali giudiziari che hanno travolto, in quegli anni, tante amministrazioni locali.


Ma le cose di cui sono più orgoglioso, a distanza di anni, sono quelle forse meno appariscenti, ma certamente più concrete e utili per la città e per la vita di tutti i giorni dei vicentini. Penso alla realizzazione di un sistema fognario che sino agli inizi degli anni Novanta semplicemente non esisteva (il Bacchiglione era stato sino ad allora la cloaca della città). Penso all'apertura di una sede dell'Università a Vicenza. Penso all'avvio di tante feste di quartiere che negli ultimi dieci anni sono state invece soffocate. Penso all'ammodernamento dell'edilizia popolare e al risanamento della Centrale del Latte, senza il quale Vicenza non si sarebbe mai potuta permettere un'opera come il nuovo Teatro Comunale. Penso a una gestione trasparente di AIM, che ho lasciato florida e in salute.


Ecco, dopo anni in cui decisioni fondamentali per il futuro di Vicenza sono state prese senza dare ascolto alla voce della città, credo che a Vicenza occorra, di nuovo, un sindaco vicino ai cittadini.

A Vicenza mi lega un rapporto profondo, che non ho mai interrotto.  Per questo, quando alcune settimane fa alcuni amici e tanti semplici cittadini mi hanno esortato a farlo, ho accettato di rimettermi al servizio di Vicenza e candidarmi come Sindaco.

Ho scelto come simbolo della mia campagna una rondine. Una rondine non fa primavera, diranno i cinici - e magari è vero. Ma in questa sfida non sono solo. E quando migliaia di rondini, il 13 e il 14 aprile, torneranno a volare sulla città, quello sarà il segno che la primavera è arrivata. Anche a Vicenza.