Il testo del "Progetto per Vicenza" può anche essere scaricato in pdf cliccando qui. Vicenza protagonista
Vicenza deve essere una città protagonista. Dall’economia alla cultura, nella provincia di cui è capoluogo e nella più ampia area metropolitana del Nordest. Ma in assenza di interventi e iniziative adeguate, rischia invece di restare ai margini.
- Vogliamo restituire a Vicenza, innanzi tutto, il suo ruolo di città capoluogo. Su questioni decisive, dall’urbanistica ai trasporti, dalla mobilità alle politiche ambientali e culturali, Vicenza deve riprendere quel ruolo di coordinamento provinciale che in questi anni è mancato. Il Comune dovrà assumere un ruolo guida anche nel sistema provinciale dei servizi pubblici e delle energie, mettendo AIM al servizio del territorio con un preciso piano industriale, ricercando in primis possibili alleanze con le altre realtà industriali pubbliche. Così deve essere per le politiche ambientali e di gestione dei rifiuti, e per le infrastrutture e i trasporti pubblici. In particolare Vicenza deve riaffermare il proprio ruolo di attore provinciale nella soluzione del nodo berico dell’alta capacità ferroviaria.
- Vogliamo restituire a Vicenza l’orgoglio per la sua identità culturale. Vicenza è una città con un patrimonio architettonico e artistico unico al mondo, ma troppo poco valorizzato. È necessario mettere in campo un progetto culturale e turistico che coinvolga le energie e le intelligenze di cui è ricca Vicenza. Perché la promozione della cultura, nella nostra città, può essere straordinario volano di sviluppo.
- Vogliamo restituire a Vicenza i mezzi di un’efficace promozione delle attività economiche. La Fiera deve riuscire a crescere ed inserirsi in un sistema fieristico più ampio. E alle imprese vicentine, così impegnate sui fronti dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, è tempo di dare nuovi strumenti, come ad esempio quel polo scientifico-tecnologico atteso da anni. Alle aziende devono essere garantiti l’erogazione di servizi e ogni aspetto autorizzativo semplificando le procedure e riducendo i tempi d’attesa.
Vicenza comunità
Una città è una comunità fatta di individui, famiglie, associazioni, organizzazioni sociali, soggetti economici, realtà attive nel mondo della cultura, della scuola e dello sport. Governare una città significa dare voce alle istanze di ciascuno di questi diversi soggetti, trovando una sintesi tra le loro esigenze che sia guidata da un solo criterio: promuovere il bene comune. Vogliamo dare sicurezze a una città che in questi anni ha espresso troppe paure.
- Vogliamo restaurare una gestione trasparente e corretta della cosa pubblica. I costi della politica e dell’amministrazione pubblica vanno ridotti in modo rigoroso. Serve un codice etico, per porre fine allo scandalo di politici che moltiplicano incarichi nei consigli d’amministrazione e compensi a carico dei cittadini. E occorre difendere e valorizzare un patrimonio della città, come quello di AIM.
- Vogliamo dare sicurezza ai quartieri, contro il crimine e la delinquenza. Promuovendo il ruolo della polizia locale, a partire dall’istituzione del vigile di quartiere. E investendo su iniziative di riqualificazione di aree e spazi oggi abbandonati al degrado.
- Vogliamo dare sicurezza ai soggetti più deboli, specialmente gli anziani. Il Comune deve essere protagonista nella progettazione dei servizi: con un vero e proprio piano regolatore del sociale, aperto al contributo prezioso del mondo del volontariato e del terzo settore, e con un ruolo di stimolo attivo verso il miglioramento dell’offerta sanitaria territoriale. Occorre promuovere, per esempio, l’assistenza domiciliare, lo sviluppo di poliambulatori di zona, una rete di sostegno per gli anziani soli e la realizzazione di strutture residenziali per anziani non autosufficienti nei diversi territori. Occorre, in parallelo, promuovere una vera integrazione e coesione sociale.
- Vogliamo dare sicurezza ai giovani, colpiti da un’incertezza che uccide ogni progetto di futuro. Il Comune deve offrire spazi e strumenti di espressione della creatività e delle capacità giovanili. Ma deve anche promuovere sinergie con la scuola e gli istituti di formazione, come antidoto alla precarietà.
- Vogliamo dare sicurezza alle famiglie, offrendo alle giovani coppie strumenti e opportunità per costruire un reale progetto di vita. Vogliamo una città a misura di bambino, nei servizi che offre e negli spazi che costruisce.
- Vogliamo promuovere, in tutte le forme possibili, la sicurezza del lavoro e soprattutto nel lavoro, contro la piaga inaccettabile delle “morti bianche”.
- Vogliamo che Vicenza torni a credere e a investire nello sport: tanto come strumento di formazione e sviluppo positivo per i giovani, quanto come volano per l’immagine della nostra città.
- Vogliamo dare a ogni cittadino la certezza che la sua voce sia ascoltata, attraverso momenti periodici di confronto con l’amministrazione, in un’ottica di bilancio partecipativo. Una nuova stagione di partecipazione e democrazia può aprirsi costruendo un sistema del decentramento basato su una nuova architettura e distribuzione dei servizi, più vicini al cittadino e all’impresa.
Vicenza città
Una città è l’insieme dei suoi cittadini e del suo territorio, quindi il suo tessuto sociale urbanistico e ambientale, la sua rete viaria ed infrastrutturale. Occorrono linee guida chiare per il governo del territorio e strumenti adeguati per attuarle. Solo così è possibile costruire le fondamenta di un’autentica qualità della vita.
- Vogliamo costruire una città con molti centri e nessuna periferia, che garantisca un equilibrio sostenibile di pieni e di vuoti, tra zone residenziali e produttive, aree verdi e spazi pubblici. Una città in cui siano valorizzati i luoghi identitari e salvaguardati i beni comuni. Una città che sappia valorizzare come formidabile strumento di vitalità della comunità i negozi di prossimità, salvaguardandoli dalla stretta della grande distribuzione. Vogliamo una politica urbanistica che parta dalla qualità del territorio: promuovendo la vivibilità e il decoro dei parchi, delle piazze e dei quartieri, curando la qualità di strade e marciapiedi, la pubblica illuminazione, la rinascita di luoghi di incontro e di scambio. Una politica urbanistica incentrata sulle reali esigenze di crescita della città, che non sovrastimi le necessità di volumetrie e non sottostimi gli standard. Che privilegi il riuso del grande patrimonio esistente alla dissipazione del territorio. Che trasformi Vicenza in un cantiere di grandi opportunità, ripensando con un respiro europeo luoghi straordinari quali San Biagio, Santa Corona e il vecchio tribunale.
- Vogliamo una città che cura il proprio futuro ambientale. Vogliamo contrastare la congestione del traffico urbano e un inquinamento dell’aria giunto ormai a livelli insostenibili. Vogliamo costruire una città con un diverso sistema di mobilità locale: più europea, più efficiente e compatibile con l’ambiente. Occorre investire sulla qualità e l’efficienza, sviluppando un nuovo piano dei trasporti calibrato sulle esigenze dei cittadini: anche utilizzando le più avanzate tecnologie trasportistiche, già sperimentate altrove, quali il metrotram. Occorre sviluppare una rete effettiva di piste ciclabili. Occorre investire sulle energie rinnovabili, a partire dall’edilizia pubblica.
- Vogliamo che Vicenza possa contare su un collegamento al servizio regionale ferroviario metropolitano di superficie, che connetta la nostra città agli altri centri veneti, e in particolare agli aeroporti Catullo di Verona e Marco Polo di Venezia. Ma Vicenza dovrà poter contare anche su una circonvallazione che allontani il traffico dai quartieri, con il prolungamento di via Aldo Moro e la realizzazione della variante alla SP 46. Il Comune dovrà avere un ruolo attivo nel dialogo con la Regione e con gli altri Comuni nella progettazione della tangenziale Nord, nel rispetto delle compatibilità ambientali e residenziali.
- Vogliamo una città che possa scegliere, anziché subire, quale futuro costruire per sé e per la comunità dei suoi cittadini. La questione del Dal Molin è stata un’esperienza che ha lacerato e diviso profondamente la città, soprattutto per la mancata trasparenza del processo decisionale: ma molto negativa anche per l’impatto sugli equilibri urbanistici ed ambientali di Vicenza. Ribadiamo, verso la realizzazione della nuova base militare al Dal Molin, una netta contrarietà, che sarà formalizzata nel nuovo consiglio comunale. Sarà compito della nuova amministrazione comunale esigere dal governo le informazioni finora mancate, e promuovere forme adeguate di consultazione attraverso le quali la città possa esprimere finalmente il proprio parere in modo definitivo. Riteniamo che il metodo sia condizione essenziale per riappacificare e unire la nostra comunità. L’amministrazione comunale dovrà quindi agire, ovviamente nel suo ruolo di attore istituzionale, nel rispetto della volontà della maggioranza dei vicentini.