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"L'Arcobaleno? Noi vogliamo una primavera senza temporali"

Sarò un sindaco che risponde alla città


«L'Arcobaleno? Noi a Vicenza offriamo una primavera. Senza temporali». Achille Variati commenta così la decisione delle forze che compongono la Sinistra l'Arcobaleno (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Verdi) di correre unitariamente con un unico simbolo che presenta anche i nomi dei quattro partiti, differenziandosi da quello nazionale.
La presenza o meno dei nomi o delle sigle dei quattro partiti della sinistra radicale era diventata, nei giorni scorsi, l'oggetto del contendere tra le forze Arcobaleno e il resto della coalizione che sostiene Achille Variati nella candidatura a sindaco di Vicenza.
 
Wikipedia, la grande enciclopedia libera on line, dà questa definizione alla voce "arcobaleno": "L'arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro (quasi) continuo di luce nel cielo quando il sole si riflette sulle gocce rimaste in sospensione dopo un temporale".
 
«Sinistra Democratica e Verdi - commenta Variati - hanno scelto di salvaguardare l'unità delle forze di sinistra, sperimentata a livello nazionale. Posso capirlo, visto che si tratta di un laboratorio di cui non sfugge la rilevanza politica. Il percorso che abbiamo tracciato per Vicenza, però, richiedeva e richiede una generosità più alta: i cittadini chiedono semplificazione, chiarezza e concretezza. Virtù che avevamo messo in pratica costruendo un accordo di governo frutto dell'ascolto e poi della concorde elaborazione tra le forze politiche. E' un peccato che parte della Sinistra, che aveva accettato e sottoscritto quell'accordo, si sia lasciata distrarre da astratti ragionamenti su simboli, simboletti, sigle e siglette. Per certe nostalgie non c'è spazio nel progetto di città che ho in mente. Come candidato sindaco, poi, non potevo certo accettare le accuse gridate attraverso i giornali da Rifondazione e dai Comunisti, o piegarmi a pretese dal sapore ricattatorio. Il patto che propongo ai cittadini è diverso: se verrò eletto, sarò un sindaco che risponde solo alla città, un sindaco che non accetta i diktat dei partiti».
 
Con la separazione dalla Sinistra, la coalizione che candida Variati conta Partito Democratico, Vicenza Capoluogo, Partito Socialista e Italia dei Valori - Lista Di Pietro. «Avremmo preferito che le cose andassero altrimenti, anche per rispetto verso chi, come John Giuliari e me, ha con coraggio e lealtà affrontato la sfida delle primarie: ma l'alleanza che mi sostiene esce da questa rottura in modo ancora più limpido. Ci presenteremo davanti ai cittadini con un progetto innovativo e coraggioso, libero da ideologie e schematismi, che non cerca di mettere assieme quante più forze possibile solo per fare massa, a differenza del centrodestra. E, ne sono sicuro, raccoglieremo una fiducia larghissima».