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AIM? La Sartori dovrebbe tacere

Achille: non vuole parlare del passato, ma ricandida i responsabili della crisi

«La crisi di AIM è una questione centrale per il futuro della città. Meriterebbe il silenzio di quanti hanno affossato la società, per incompetenza e avidità di poltrone e compensi. E invece sento, anche in questi giorni, il bla bla di chi pretende di fare il sindaco, e mi riferisco ad Amalia Sartori, e allo stesso tempo pensa di potersela cavare dicendo: “Non voglio dare giudizi sulla precedente gestione”. Piaccia o meno, il giudizio purtroppo l’hanno dato i libri contabili. E voglio essere chiarissimo: dopo il disastro che hanno combinato, i politici del centrodestra hanno perso il diritto a parlare ancora della nostra azienda». |||

«Un’azienda che ieri era solida, oggi ha un indebitamento a livelli di crisi. Eppure c’è chi ancora finge di non capire. Quando è chiamata a parlare della crisi di AIM e dei danni provocati dalla vergognosa lottizzazione praticata dai partiti che oggi la sostengono, Alleanza Nazionale e Forza Italia in primis, Amalia Sartori continua a dire che preferisce guardare al futuro anziché al passato. Non è difficile crederlo, visto che nelle sue liste trovano posto assessori direttamente implicati nella gestione di AIM e addirittura un esponente di quel consiglio d’amministrazione la cui brillante attività è finita come sappiamo, tra indagini e denunce. Su una cosa però Amalia Sartori ha ragione: la crisi delle AIM dominerà il futuro di Vicenza. Peccato però che lo farà in negativo. La gestione della maggioranza uscente lascerà un’eredità pesante e avvelenata: un debito abnorme scaricato sulle spalle dei vicentini.
Già oggi si vede quanto grave sia la situazione: ci sono servizi essenziali, come l’illuminazione nelle strade della città, per i quali ogni manutenzione ordinaria e straordinaria è stata abbandonata. Il caso di via Pecori Giraldi, lasciata al buio dalla metà dello scorso novembre, senza che nessuna risposta sia stata data agli abitanti del luogo, è un esempio a dir poco eclatante: è questa la città illuminata che ha in mente Amalia Sartori?
Di tutto questo, la candidata del Pdl non sembra curarsi affatto: non contenta della lottizzazione realizzata negli anni scorso, ha ancora il coraggio di dire che si lei si sentirebbe più “garantita” dalla nomina di un nuovo consiglio d’amministrazione politico. Bene: se con il ritorno dei partiti in AIM Amalia Sartori si sente più garantita, io mi sento invece più preoccupato e come me credo anche i cittadini di Vicenza. A loro dico: mai più i partiti in AIM, mai più nomine secondo i criteri della lottizzazione partitocratica. Quando sarò sindaco, le nomine le effettuerò io, non i partiti. E le farò mettendoci la faccia, davanti ai cittadini, in maniera limpida, chiamando manager esperti e competenti. Questo è l’impegno che prendo per un’amministrazione del Comune realmente al servizio della città».

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