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Dialogo con il candidato
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Area stampa
Martedì 13 Maggio 2008
In campo la nuova giunta
Giovedì 8 Maggio 2008
Area ex-Q8: il Comune prepara il ricorso al Tar
Giovedì 8 Maggio 2008
Dare sicurezza: il dovere di ogni sindaco
Mercoledì 7 Maggio 2008
No al buonismo, sì al rispetto delle regole
Tra Comune e commercio un grande patto, per una città più unita
Venerdì mattina, alle cinque e mezza, Achille ha incontrato gli operatori del Mercato Ortofrutticolo
«Il caro prezzi è un problema molto serio. Lo è per le famiglie e per gli anziani in modo particolare. Un sindaco non può disinteressarsene. Né può accettare che i piccoli esercizi commerciali siano ingiustamente criminalizzati. Occorre agire in fretta, unendo le forze. Ai commercianti propongo un patto in quattro punti. Comune e commercianti devono sedersi attorno a un tavolo e definire un paniere di prodotti più dettagliato rispetto a quello dell’Istat, su cui condurre rilevazioni periodiche. Naturalmente, la rilevazione andrà fatta sull’intera filiera dei prezzi e non solo sui prezzi finali. Propongo anche di creare un osservatorio cittadino sui prezzi, con un numero verde a cui poter segnalare le anomalie più gravi. Ma Comune e commercianti possono anche concordare un piano Salvaspesa, individuando alcuni prodotti di cui bloccare per un periodo i prezzi al dettaglio. Infine, penso che l’alleanza necessaria tra Comune e commercio debba passare da scelte precise sulla grande distribuzione. Dico no all’apertura di nuovi centri commerciali, che nell’area urbana vicentina ricoprono già superfici sufficienti. E dico invece sì alla difesa dei piccoli esercizi di vicinato, un presidio sociale insostituibile. Il Pat e il Ptcp devono essere rivisti laddove prevedono un’ulteriore espansione delle superfici destinate al commercio. E in Regione va condotta una battaglia ferma contro il piano progettato dai compagni di partito di Amalia Sartori. Penso al piano Gava, che è un vero e proprio piano ammazza-commercio, ma anche alla normativa sugli outlet, che rischia di alimentare una forma di concorrenza sleale, insostenibile per alcune categorie di negozi. Il piccolo commercio, che è stato messo nel mirino dalla Giunta regionale, deve diventare il nodo di una rete sociale più ampia. Nella mia idea di città deve valere un principio: “nessuno resti solo”. E il commercio di vicinato può avere una funzione concreta. I negozianti, ad esempio, possono diventare delle sentinelle della solidarietà, segnalando agli uffici comunali, specie nei mesi estivi, le assenze di clienti anziani abituali che magari vivono da soli. All’interno di questo grande patto tra Comune e commercio, penso che debba trovare spazio anche una riorganizzazione del mercato generale. Con un investimento per l’ammodernamento degli spazi attualmente esistenti, il mercato potrebbe essere convertito ad una duplice funzione: mercato all’ingrosso alle primissime ore del mattino; mercato allargato anche all’agroalimentare nel resto del giorno. Vicenza si doterebbe di un polo che oggi manca, con possibilità interessanti anche per i privati. E ai vicentini sarebbe offerta un’opportunità di risparmio in più».
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