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Area stampa
Martedì 13 Maggio 2008
In campo la nuova giunta
Giovedì 8 Maggio 2008
Area ex-Q8: il Comune prepara il ricorso al Tar
Giovedì 8 Maggio 2008
Dare sicurezza: il dovere di ogni sindaco
Mercoledì 7 Maggio 2008
No al buonismo, sì al rispetto delle regole
"Vicenza, una città capace di osare"
Achille Variati presenta l'idea per la città del prossimo decennio
«Una città capace di osare». È questa l’idea per la Vicenza del prossimo decennio che Achille Variati ha presentato oggi nella conferenza stampa conclusiva della sua campagna elettorale. Al suo fianco, erano presenti Antonio Dalla Pozza, segretario cittadino del Partito Democratico; Francesca Lazzari, ricercatrice dell’università di Venezia - Ca' Foscari ; Umberto Lago, professore dell’università di Economia a Bologna, candidato nella lista Variati Sindaco. Gli interventi hanno tracciato un disegno per la Vicenza del XXI secolo. Punto di partenza, la scelta di investire da subito su tre vocazioni capaci di offrire alla città opportunità di sviluppo in settori non decotti dell’economia: l’innovazione e l’economia della conoscenza, l’industria della cultura e del turismo, il settore delle energie rinnovabili e del terziario avanzato.
«La prossima amministrazione – ha spiegato Achille Variati – dovrà concretizzare, anche con l’aiuto dei fondi europei, il progetto di una Vicenza moderna. In concreto, penso all’insediamento nel polo est della città del polo tecnologico-scientifico invano atteso dalle categorie economiche in questi anni e di un incubatore d’impresa capace di sviluppare le sinergie tra impresa e università. Penso allo sviluppo di un’industria della cultura a partire dal rilancio del centro di Vicenza, dalla costruzione di un centro culturale nell’area ex Domenichelli e dallo sviluppo di un Parco dei Berici che avrebbe promettenti ricadute anche sotto il profilo dello sviluppo economico, specialmente nei settori enogastronimico e agrituristico. E penso infine all’insediamento di attività industriali d’avanguardia, come quelle nel campo delle energie rinnovabili, che potrebbero fare della zona industriale di Vicenza il luogo di un’economia ad alto contenuto di innovazione tecnologica».
«Nel PAT – ha dichiarato Antonio Dalla Pozza – questa strategia potrà e dovrà essere tradotta in scelte urbanistiche ben precise, restituendo una missione ad aree, come la porta est della città, la zona industriale e lo stesso centro storico, che oggi sono in cerca di una nuova identità». «Vicenza – ha aggiunto Francesca Lazzari – deve imparare a fare rete con il resto del Nordest. Da cui invece in questi anni si è progressivamente isolata». Secondo il professor Lago, «l’Europa può essere un alleato potente per Vicenza, perché i fondi europei mettono a disposizione dell’innovazione, della cultura e delle nuove energie fondi pari, per il solo Veneto, a quasi 340 milioni di euro».
La Vicenza che ho in mente








