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Un incubatore per l’impresa del futuro

La lista Variati Sindaco presenta un progetto per l’impresa e l’innovazione. Variati e Calearo: a Vicenza occorre un salto di qualità

Vicenza – Un incubatore d’impresa per sostenere la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico: che promuova un fruttuoso rapporto tra università, ricerca e applicazione imprenditoriale dei brevetti nel campo dell’innovazione. La via verso l’impresa del futuro, per Vicenza, passa anche da progetti come quello presentato oggi, alla presenza del candidato sindaco Achille Variati e del capolista del Partito Democratico Massimo Calearo, da due candidati in consiglio comunale della lista Variati Sindaco: l’imprenditore Flavio Marelli, amministratore delegato di Anthea, e il professore dell’università di Bologna Umberto Lago.
«Questo progetto – afferma Alessandra Moretti, capolista della lista Variati Sindaco – nasce dal dialogo tra due realtà: quella dell’impresa e dell’università. Non è un caso che a proporlo siano due consiglieri candidati nella lista Variati Sindaco, nata per dare voce a mondi trascurati per tutti questi dieci anni».
«In questo progetto – ha spiegato Umberto Lago – è decisivo è il ruolo della politica. Soltanto un Sindaco, infatti, può riuscire a riunire attorno allo stesso tavolo soggetti diversi: associazioni di categoria, imprese, università. Quando questo avviene, può nascere un meccanismo virtuoso. I brevetti e i frutti della ricerca universitaria vengono inseriti in un circuito di neo-imprenditorialità. Nuove imprese vengono stimolate e accompagnate nella loro crescita. Centri di ricerca misti imprese-università possono fiorire».
«Quando il Veneto era una terra povera – ha dichiarato Achille Variati – i  giovani partivano con la valigia per cercare la fortuna. Oggi il Veneto è una terra ricca, ma i giovani rischiano ugualmente di doversi spostare altrove per trovare solide opportunità professionali. Ho voluto da sindaco, nei primi anni Novanta, l’università a Vicenza. E oggi credo che senza un salto di qualità sul fronte della ricerca e del rapporto con l’impresa il futuro della nostra sede universitaria sia a rischio».
«Apprezzo questo progetto – ha dichiarato Massimo Calearo – innanzitutto per il suo metodo: un progetto concreto, trasversale a due mondi, quello dell’impresa e dell’università, che spesso faticano a parlare. Questa è la Vicenza che mi sento di voler rappresentare anche a Roma».
«L’incubatore d’impresa – ha concluso Flavio Marelli – esiste in molte città d’Italia, ma non a Vicenza, malgrado la presenza dell’università e di un tessuto imprenditoriale significativo. Una mancanza che dimostra come non sia stato fatto tutto il possibile per sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria anche giovanile».