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Rosy Bindi: «A Vicenza e in Italia, la famiglia al centro»
Il ministro a Vicenza presenta con Variati le proposte per il sociale. Frecciata alla Sartori: “Per noi la sanità non è occasione di lottizzazione politica”.
Vicenza – «Una città più viva? Con Achille Variati si può fare». Rosy Bindi, ministro della Famiglia ed esponente di primo piano del Partito Democratico, oggi era a Vicenza. Dopo aver incontrato i cittadini al mercato del centro, ha partecipato ad un incontro pubblico nella sala del Vicenza.com, prima di visitare lo Sportello per il microcredito della Caritas Diocesana. E non ha fatto mancare, da profonda conoscitrice della sanità veneta, una stoccata polemica nei confronti della candidata del Pdl Amalia Sartori.
Al suo fianco c’era il candidato sindaco Achille Variati, che ha presentato alla stampa la cartolina con la quarta parte del suo programma di governo. La campagna per “una città più viva” ritrae una ragazza a Campo Marzio mentre spinge un passeggino quadruplo.
«Ci sono due proposte in campo – ha affermato Rosy Bindi – per il governo del paese: quella del Pdl e quella del Partito Democratico. Berlusconi si limita a proporre cose che il governo Prodi ha già realizzato: penso all’esenzione dell’Ici per chi ha la prima casa. Noi abbiamo un programma serio di interventi per la famiglia: un bonus fiscale di 2.500 euro per ogni figlio a carico, un investimento sulla costruzione di nuovi nidi, fondi per finanziare i programmi di assistenza agli anziani degli enti locali. Senza uno sviluppo della famiglia, è il nostro paese a non avere più futuro: anche economicamente, perché la forza economica appartiene ai paesi demograficamente più dinamici e giovani».
«La famiglia – ha dichiarato Achille Variati – deve essere al centro. Dobbiamo agire su tre fronti: la casa, i nidi e i servizi per gli anziani. In dieci anni, il centrodestra non ha saputo promuovere nuovi programmi di edilizia popolare. Quindi serve un nuovo piano, per costruire almeno 500 nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. Poi occorre una rete di micro nidi: diffusi sul territorio e con rette meno costose. Questa è la via da perseguire per aumentare un’offerta che oggi soddisfa appena un 25% della domanda. Infine occorre agire sull’assistenza per gli anziani soli: un fronte su cui le famiglie sono oggi lasciate completamente sole».
Rosy Bindi si è soffermata sul diverso approccio ai temi della sanità tra Partito Democratico e Pdl, non facendo mancare una frecciata polemica verso la candidata Amalia Sartori: «Per noi si tratta di governare e amministrare per migliorare la qualità di un servizio. Per gli altri i servizi sociali e la sanità sono uno strumento di costruzione del consenso e un’occasione di lottizzazione. E conoscendo la situazione della sanità veneta, francamente penso che mi sentirei più sicura se a fare il sindaco fosse Achille Variati e non la sua sfidante». Variati ha raccolto lo spunto: «Se sarò eletto sindaco, intendo ritornare nella conferenza dei sindaci dell’Ulss. Trovo francamente scandaloso che l’amministrazione uscente abbia rinunciato a far valere i bisogni della città in quella sede. E lo trovo ancora più scandaloso considerando che l’ex sindaco Hullweck era un medico».
Ad Achille Variati, candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni comunali, la Bindi ha fatto il suo personale in bocca al lupo: «Tra me e lui c’è una totale identità di vedute sui temi della famiglia e dei servizi sociali per i più deboli. E sono certa che Achille Variati saprà essere quel sindaco concreto di cui ha bisogno una città come Vicenza».
La Vicenza che ho in mente








