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La canzone per la Sartori? Aggiungi un posto a tavola

Il commento di Achille Variati alla scissione nell'Udc

Aggiungi un posto a tavola. Credo che Amalia Sartori potrebbe usare questa vecchia canzone come colonna sonora della sua campagna. Non c’è giorno che passi, ormai, senza che qualcuno bussi alla porta di una coalizione dove ormai rischiano di esserci più partiti che posti da spartire. A volte a farsi avanti è chi almeno ha una dote da portare in dono. Altre volte, invece, si tratta solo di transfughi affamati di posti, ma poveri di  voti.
E così, dopo i diktat di Cicero, che almeno i voti ha dimostrato di saperli raccogliere, oggi assistiamo ad uno spettacolo ancora più triste: l’adesione di alcuni esponenti dell’Udc al Movimento Popolare Veneto e la loro dichiarazione di fedeltà all’onorevole Amalia Sartori. Ci sono pochi dubbi sull’entità del consenso raccolto da queste figure. Basta dare un’occhiata alle preferenze raccolte dal più illustre di loro: Ernesto Gallo, ex assessore, giunto niente meno che sesto nella classifica dei candidati dell’Udc, il partito con cui ha corso per il Comune, prima di lasciarlo folgorato sulla via di Damasco del Popolo delle Libertà.
Queste scenette penose hanno una sola spiegazione. Sulla partita di Vicenza, Giancarlo Galan si gioca la faccia. È per questo che non esita a minacciare apertamente ritorsioni contro i suoi stessi alleati. In queste situazioni, è naturale che a piegare la testa siano i più deboli, che ha spaventarsi siano i più vigliacchi. Tra i lontani eredi del partito di Sturzo, che chiamava a raccolta i “liberi e forti”, evidentemente c’era ancora qualche “Piccolo” uomo di troppo.