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Al voto da "liberi e forti"

La dichiarazione di Achille sulle alleanze per il secondo turno

Variati annuncia che non farà apparentamenti: “Sarò il sindaco di tutti i  cittadini”. E lancia tre proposte per Vicenza: lo sportello “Dillo al sindaco”; un rappresentante del sindaco in ogni quartiere; una giunta “aperta a esperienze culturali e politiche diverse”. Ecco il testo integrale della sua dichiarazione alla stampa.


Nessun apparentamento in vista del ballottaggio di domenica 27 e lunedì 28 aprile. Achille Variati è il primo dei candidati sindaco a sciogliere il nodo del dopo primo turno. Due giorni dopo aver chiarito che non avrebbe partecipato a nessuna “asta” a base di posti e posticini, come quella messa in piedi da Claudio Cicero, chiude definitivamente la fase di consultazioni successiva al voto.
«Correremo da soli – annuncia Variati – senza superbia, ma convinti della nostra forza e soprattutto della forza delle nostre idee.  Com’era naturale, ho avviato dopo il voto di domenica e lunedì una fase di consultazioni con le altre forze politiche. Così come avevo fatto prima del voto, partecipando ai dibattiti e ai confronti con tutti gli altri candidati, ho ritenuto importante parlare direttamente con quanti si erano impegnati nella sfida elettorale, partecipando in prima persona a una non facile partita. Con alcuni di loro, a destra come a sinistra, e ci tengo a sottolinearlo, ho potuto verificare importanti affinità di programma e di progetti: sarà un patrimonio prezioso da cui partire, se sarò sindaco, per dare alla città un governo aperto a diverse sensibilità, agli antipodi rispetto alla sordità chiusa che ha caratterizzato la precedente amministrazione e che segnerebbe anche un’eventuale giunta Sartori. E poi, posso dire che anche in questo c’è una sostanziale differenza rispetto alla mia sfidante: lei ha cercato di ignorare gli altri candidati prima del voto, ritenendoli disprezzabili e contando di vincere al primo turno, mentre ora li insegue per strappare apparentamenti o ambigui “accordi tecnici” che sanno di vera e propria compravendita elettorale».
«Ci presentiamo ai cittadini “Liberi e forti”, e proprio come fece don Luigi Sturzo quasi 90 anni fa fondando il Partito Popolare, è “A tutti gli uomini liberi e forti” che mi rivolgo. Così come ho rifiutato di fare mercato della prossima giunta e della prossima maggioranza, dico a chiare lettere che se mi sceglieranno sarò il sindaco di tutti i cittadini, non di una parte, di un partito o di un cartello di interessi».
«Scelgo questa espressione, sindaco dei cittadini, non a caso. Ci sono tre proposte che, se sarò eletto sindaco, voglio tradurre in realtà. La prima è la creazione di uno sportello “Dillo al Sindaco”: uno sportello aperto al pubblico, dove ogni cittadino possa portare le sue richieste e le sue osservazioni, con la certezza che ogni domanda raggiungerà la scrivania del primo cittadino ed otterrà risposta. Purtroppo, in questi anni, l’esperienza dell’Urp non ha funzionato. La seconda sarà la nomina di un rappresentante del sindaco per ogni quartiere. Uno strumento di ascolto dei cittadini, che la soppressione delle circoscrizioni ha lasciato senza uno strumento di dialogo con il sindaco. Infine, voglio annunciare sin d’ora che, se sarò eletto Sindaco, darò vita ad una giunta dei “migliori”, aperta anche ad esponenti di provenienza politica e culturale diverse da quella della coalizione che mi sostiene. È una scelta indispensabile, perché la nuova amministrazione non dovrà mettere al centro le appartenenze di partito, ma le capacità e le intelligenze utili alla soluzione dei problemi della città».