AIM, in atto un’operazione incomprensibile in cui Vicenza ha tutto da perdere

Ci sono voluti anni per rimediare al disastro fatto a suo tempo dal centrodestra. Da una società allo sbando, con 5 milioni di euro di perdite, si è riusciti a fare di AIM un gruppo solido. Ci è voluto impegno e sacrificio, anche dei vicentini. Ora, col ritorno del centrodestra e un assurdo progetto di smembramento, rischiamo di fare un grave passo indietro e di dare ai cittadini un’azienda che conta poco o nulla e un servizio più lontano.

Così l’ex sindaco di Vicenza e oggi capolista veneto del PD alle Europee Achille Variati commenta l’annunciata operazione di aggregazione di AIM con AGSM e Ascopiave, che vedrà la partecipazione anche di A2A.

Da un’operazione di questo tipo Vicenza ha tutto da perdere. Da perdere nella gestione delle reti e da perdere in quella dei clienti. Non interessa a nessuno portare la medaglia di prima multiutility del Veneto, come la definisce il sindaco Rucco, né interessa ai vicentini che nasca un gruppo veneto sotto il controllo politico della Lega, se poi gli altri ci guadagnano e chi ci rimette è il nostro territorio. Non è solo una questione economica, per quanto questa sia importante. Si tratta anche di una questione di servizio che viene reso ai cittadini. Se la strada delle aggregazioni è oggi imprescindibile, va tenuto un controllo sulla qualità dei servizi perché qui parliamo di servizi essenziali diretti ai cittadini. Così era impostato accordo con AGSM.

Attenzione. Abbiamo un modello virtuoso e lo stiamo spaccando a favore di altri soggetti, senza nemmeno sapere bene come e perché, visto che tutto avviene senza la minima trasparenza, come da tempo denunciano i consiglieri di opposizione a Vicenza.

AIM deve crescere, certo, ma senza perdere la sua identità vicentina. Per questo va difesa e tutelata. L’ho fatto da sindaco, quando ho trasformato AIM da un carrozzone politico in perdita a un gruppo in utile, radicato nel territorio, vicino ai cittadini. E lo farò in Europa a difesa dei quello che è un legittimo capitale municipale e di aziende che svolgono un servizio di fatto pubblico. Queste aziende sono una risorsa per il territorio e, pur nelle logiche di mercato, devono poter continuare a lavorare secondo valori di qualità, efficienza ed equità prima che di profitto.